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bigotte

Dei vari “stai attenta che il buon dio da lassù ti guarda”, “vai a messa e prendi la Comunione”, “nonna hai un pò di prosciutto” “oggi la carne non si mangia”, me ne sono liberata parecchi anni fa, quando sono stata abbastanza grande e ho iniziato a capire che il bene e il male lo so vedere anche da me, quando ho iniziato a ragionare sui fatti con la mia testa e ne è uscito che la causa del male molte volte è stata proprio la Chiesa, quando non sono più riuscita a giustificare il perché di certe prese di posizioni così assurde, il predicare il perdono e l’additare quasi contemporaneamente la vita degli altri….che le bigotte da che mondo e mondo sanno sempre gli affari di tutti e tacciono sui propri…

Domenica mattina, piazza della Chiesa - una mia amica sceglie di sposarsi alla tenera età di 23 anni dopo molti anni di fidanzamento, un lavoro sicuro, una persona da amare “più di ieri meno di domani”…io guardo i novelli sposi un pò in disparte, lei era una mia compagna di pallavolo, dopo che tutte e due abbiamo smesso le strade si sono divise e ci siamo perse, ma mi faceva piacere vederla in abito bianco, non l’ho nemmeno salutata, era giusto così, per vederla appunto…

Logisticamente ero collocata di fronte la Chiesa, ‘arrembata’ alla facciata rosa della casa ospitante la latteria del paese e l’appartamento dove abitava lo sposino, insieme a me in fila attaccate al muro come fossero pronte per la fucilazione le bigotte…vecchie e nuove, madri e figlie, con i sacchetti della spesa e il litro di latte appena comprato dalla lattaia che bigotta non è, ma che ne sa più di tutte quelle messe insieme…queste ultime sapendo del giorno del matrimonio forse ancora prima che gli sposi decidessero la data non potevano non assistere all’evento, tanto più che lui è un ragazzo conosciuto nel paese perché migrato dal sud con la sua famiglia quando era ancora in fasce e arrivato proprio sulla piazza della Chiesa…il padre un tipo basso, tarchiato con pochi e neri capelli, carnagione scura, accento molto del sud, lo si vede in piazza o nei pressi a godersi la sigaretta del dopo cena, ma anche quella del dopo pranzo del mezzo pomeriggio ecc ecc..a seconda del momento vestito da muratore o in comode babbucce casalinghe, la madre più riservata, bruna pure lei coi capelli corti e ricci, magra alta forse più del marito (non è che ci voglia molto), all’apparenza una signora dolce, in realtà non l’ho mai conosciuta né sentita parlare.

Ebbene appoggiate al muro (quasi mi vergognavo a confondermi con loro, si poteva pensare che ne facessi parte) attendevamo l’uscita degli sposi ed eccoli comparire sul portone della chiesa tra riso e risate, applausi, baci, bambini che corrono su e giù per la scalinata e foto di rito coi parenti di lui, poi quelli di lei, poi gli amici…il vestito era molto bello, non so dire di quale materiale fosse fatto, non me ne intendo, era tutto ricamato con fiorellini e un lungo strascico ma lungo, lungo, lungo…le stava bene, lui classico abito scuro…ed ecco che partono i primi commenti…

“Che bel vestito…dicono che gliel’abbia fatto su misura una parente di lui…si vede che è molto particolare..”

“Ma dov’è il padre di lui?basso e vestito bene non riesco a riconoscerlo…”

“I genitori di lei chi sono?So che suo padre fa il fornitore di sigarette per i tabacchini della zona...”

“Si, la figlia lavorava già lì e lui ha smesso di fare il meccanico e si è sistemato dal suocero…”

“…mah cosi giovani…quanti anni hanno?…23, 24?”

Ed ecco la spruzzatina di veleno...

“Si, sono di quell’età lì…credo che lei sia rimasta incinta, pancia non ne ha ancora sarà proprio ai primi mesi…”

“Ah ecco perché…ci mettono una pezza…”

Probabilmente avranno continuato per almeno un’ ora a “ciatellare” sui due poveri inconsapevoli, colpevoli solo di essersi trovati e riconosciuti molto giovani, nessun bimbo di mezzo, solo l’amore. Non sono riuscita a trovare la pazienza per stare li a godermi il momento senza far caso agli sputi di sentenza…

Ma la vendetta era in agguato…tre mesi dopo proprio una delle ragazze della parrocchia, una di quelle timide, timide, che parla poco, tutte le domeniche a messa, fidanzata con un altro della sua specie da molti anni, ha annunciato il loro matrimonio…per amore probabilmente, ma soprattutto per il bimbo che stavano aspettando…

Avrei voluto andare a sentire i commenti là appoggiata al muro come la volta prima, ma mi sembrava già abbastanza così, senza dover infierire con la mia atea e per nulla interessata ai fatti altrui presenza.

Pubblicato il 15/1/2008 alle 15.55 nella rubrica Diario.

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